TUR RIVERS

 

PROGETTO DI VALORIZZAZIONE DEL TURISMO RURALE

NEL TERRITORIO DEL COMUNE DI STANGHELLA, IN PROVINCIA DI PADOVA

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Progetto Tur Rivers

Il progetto Tur Rivers

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572

Lunghezza del fiume Adige in km

20

Lunghezza del canale Santa Caterina in km

652

Lunghezza del fiume Po in km

MAPPA DEL RETRATTO DEL GORZONE
Mappa del Retratto del Gorzone

La carta del Retratto del Gorzon è conservata presso il Museo Civico Etnografico di Stanghella.

Il termine retratto deriva dal verbo latino retrahere che nella frase “retrahere terram ab acqua” significa: “sottrarre la terra all’acqua”. Il retratto è, quindi un territorio da bonificare, e quello del Gorzon – che aveva una superficie di 36.800 campi padovani corrispondenti a circa 140 kmq – comprendeva quasi tutto il territorio estense, parte del monselicense antico fino all’Adige e il montagnanese (ad esclusione di Saletto, buona parte di Megliadino S. Fidenzio e di Santa Margherita).

 

È proprio questa la fascia di Pianura Padana che è rappresentata nella grande carta catastale conservata nel Museo che misura  7,950m di lunghezza e 3, 385m di larghezza. Essa è stata ottenuta incollando 121 listelli di cartoncino su una tela di lino, sostituita, dopo il restauro del 1980 effettuato dai monaci dell’Abbazia di Praglia, da un supporto di lino e canapa.

 

La mappa fu realizzata dal perito Hercole Peretti su incarico della Serenissima Repubblica di Venezia. Durante il XVI sec., infatti, la Repubblica di Venezia avvertiva la necessità di bonificare le zone paludose che occupavano gran parte dell’entroterra per poter così sfruttare economicamente i terreni e nel 1545 il Senato Veneto nominò a questo scopo tre provveditori ai beni inculti, che vennero incaricati del ripristino delle terre improduttive.

La funzione di questa mappa era quindi di consultazione catastale. Attraverso di essa i provveditori Pollani, Venier e Salomon che l’avevano commissionata poterono verificare l’assetto della rete idraulica e la parcellizzazione delle proprietà, organizzando di conseguenza gli interventi di bonifica e il sistema di tributi basato sulla tassazione per campo, detta campatico.

 

Sulla base di quanto scritto dallo stesso Hercole Peretti si sa per certo che egli aveva a disposizione una vecchia carta che ritraeva il territorio del retratto del Gorzon. Ciò che non è chiaro nella sua spiegazione è se egli abbia ridisegnato completamente una nuova mappa oppure se si sia limitato ad aggiornare e a sostituire le parti logorate della precedente. In ogni caso si tratta di un lavoro svolto con una straordinaria attenzione per i dettagli.

Proprio la particolare minuziosità descrittiva è stata determinante nella datazione della realtà territoriale rappresentata. La data riportata vicino alla firma di Peretti è il 20 gennaio 1633 ma, ad esempio, le vedute prospettiche dei villaggi di Este e Montagnana rivelano la loro appartenenza a un periodo antecedente.

 

Prima del XVI sec il territorio della Bassa Padovana era, quindi, caratterizzato da ampie zone paludose che servivano talvolta come bacini di scolmo dei corsi d’acqua in tempi di piena.

La grande opera di bonifica voluta dai Veneziani condusse al radicale cambiamento dell’assetto territoriale.

 

L’argine vecchio del Gorzon costituiva un ostacolo al deflusso delle acque che tendevano pertanto a ristagnare formando la grande palude della Griguola e le altre vicine. Quelle acque furono fatte defluire grazie all’incisione del dosso dell’argine da cui prese il nome l’intero canale terminato di costruire nel 1558, il Gorzone.

Proseguendo con lo scavo del canale si rese necessario farlo passare al di sotto dell’alveo pensile del fiume Santa Caterina attraverso un ponte a tre fori da cui il nome della località Tre Canne a sud di Vighizzolo. Al termine dei lavori il Gorzone aveva collegato il Fratta al fiume Brenta nel quale si immette anche oggi nel suo percorso verso l’Adriatico.

 

Ma la carta rappresenta la fase ancora iniziale dell’ambizioso progetto di bonifica che avrebbe delineato l’attuale rete idrica e in essa spiccano ancora le formazioni paludose di cui le maggiori sono il Lago di Vighizzolo e il Lago della Griguola.

CANALE SANTA CATERINA

Il canale di Brancaglia, che serve da convogliatore di tutte le acque – prevalentemente di scolo – della pianura compresa fra i fiumi Adige e Bacchiglionehe, ha origine dal fiume Frassine che cambia il proprio nome quando entra in comunicazione con il Bisatto, il canale di Este.

 

A Pra’ d’Este, poi, il canale di Brancaglia prende il nome di Santa Caterina. Con questo nome prosegue per Vighizzolo d’Este, soprapassa il fiume Fratta-Gorzone – mediante il manufatto detto “delle Tre Canne” – descrive un’ampia curva verso levante e con un decorso sinuoso, tenendosi ad una certa distanza dal Gorzone, attraversa il territorio di Sant’Urbano, sfociando infine nel Gorzone, in località “I Livelli” presso Vescovana.

Airone, Stanghella